|
Europa, Primo Piano, 9/06/2007
PARLA GERD LANGGUTH, BIOGRAFO DI MERKEL
«Angela,
cancelliera e leader»
DANIELE CASTELLANI PERELLI
Al vertice del G8 Angela Merkel, in mezzo
agli abiti scuri dei suoi colleghi, brillava con una giacca di un colore che era
già un programma politico.
Verde. Lo ha scritto ieri, in un commento apparso sul sito del settimanale Der
Spiegel e intitolato "La Cancelliera verde", il politologo Gerd Langguth,
biografo della stessa Merkel. «È stato un successo, che Merkel ha raggiunto
grazie alle sue doti di mediazione – ci dice al telefono il professore
dell’Università di Bonn – e grazie alle sue conoscenze: dal 1994 al 1998, negli
anni in cui è stato elaborato il protocollo di Kyoto, è stata infatti ministro
dell’ambiente di Helmut Kohl».
Nello spiegare il risultato del
summit Langguth, la cui biografia della Merkel è stata tradotta in diverse
lingue (anche in cinese) e che ha appena pubblicato un libro sul nuovo
presidente della repubblica tedesca Horst Köhler, giudica decisivo il buon
rapporto tra la cancelliera e Bush («equilibrato, senza complessi psicologici»),
e di quello con Sarkozy dice: «Hanno idee simili, ma potrebbero trovarsi presto
in competizione».
Alcuni esponenti della Spd, oltre ai vertici dei Verdi, sostengono che sulla
questione climatica Angela Merkel abbia ottenuto "troppo poco" dal vertice G8,
mentre per la Süddeutsche Zeitung è stato un "Merkel- show". Cosa ne pensa?
Penso che il commento
più importante sia quello del ministro dell’ambiente Sigmar Gabriel, della Spd,
secondo il quale «Heiligendamm ci porta due grandi passi in avanti sulla via
dell’accordo globale sul clima». È un’ammissione importante. Le dichiarazioni a
cui si riferisce lei vengono da uomini che rappresentano soprattutto il gruppo
parlamentare della Spd, come il vicecapogruppo al Bundestag Ulrich Kelber, i
quali fanno gli interessi del proprio partito e non possono guardare con troppa
simpatia a questo successo della Merkel. Si può anche dire che il risultato del
vertice non soddisfi completamente, ma certo la cancelliera è riuscita nel
difficile intento di convincere il presidente americano, e non è poco.
Spiegherebbe questo risultato anche con alcuni elementi biografici di Angela
Merkel?
Anzitutto va ricordato che dal
1994 al 1998 è stata, nel governo di Helmut Kohl, ministro per l’ambiente, un
incarico che oggi le sarà risultato certamente molto utile, visto che quelli
erano gli stessi anni in cui veniva elaborato il protocollo di Kyoto.
Quell’esperienza, unita alla sua solita cura dei dettagli, può aver fatto la
differenza.
Si può dire che questo
risultato sarebbe stato più difficile se a capo del governo tedesco ci fosse
stato ancora Gerhard Schröder?
Penso di sì, perché Schröder
era un politico che divideva di più, e perché Merkel ha un rapporto più stretto
con Bush. L’aiuta anche la conoscenza delle lingue dei due grandi protagonisti
del vertice: infatti ha parlato in russo con Putin, e in inglese con Bush.
Come vede crescere il
rapporto con il presidente francese Nicolas Sarkozy?
È ancora presto per dirlo. Da
un lato i loro rapporti potrebbero essere ostacolati dal fatto che, essendo
Sarkozy una personalità forte, i due finiranno per essere in competizione.
D’altra parte però le loro idee si assomigliano, e la loro sintonia ideologica è
maggiore rispetto a quella che c’era con Jacques Chirac.
Merkel e Sarkozy sono
considerati più filoamericani dei loro predecessori, Schröder e Chirac, ma non
crede che non si debba esagerare su questo aspetto? In fondo Merkel è molto dura
su Guantanamo, e Sarkozy intende ritirare le truppe dall’Afghanistan. Il loro
filoamericanismo non è cieco come quello di Blair, Aznar e Berlusconi, non crede?
Anch’io la penso così.
Sarkozy, peraltro, viene da un paese per nulla filoamericano, e non potrà non
tenere conto della sua opinione pubblica. Hanno entrambi un rapporto equilibrato,
razionale, con Washington, senza complessi psicologici di alcun tipo.
Una volta il settimanale Die Zeit ha scritto che Merkel agisce un po’ da
presidente dell’Europa, anche quando non è presidente di turno.
Una volta approvata la parte del
trattato costituzionale che allunga il mandato del presidente del Consiglio dei
ministri europeo, come vedrebbe Angela Merkel in quel ruolo?
Non credo che al momento sia
molto interessata a questo discorso, è troppo impegnata a fare il Cancelliere.
|